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Fiorella Mannoia – Combattente

Fiorella Mannoia – Combattente from Sisu Gio on Vimeo.

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Il solo tesoro che l’uomo possegga davvero è quello della sua vita interiore; ed e un tesoro che nessuno g l’invidia.
Arturo Graf, Ecce Homo, 1908

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8 marzo Festa della Donna

Essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede un tale coraggio, una sfida, che non finisce mai.
Oriana Fallaci

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Tristezza senza disperazione

Conosco bene il sentimento di tristezza che ispira la precarietà delle cose, lo provo ogni volta che un fiore appassisce. Ma si tratta di una tristezza senza disperazione.
(Herman Hesse)

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Cose Nuove

Gli uomini comuni guardano le cose nuove con occhio vecchio. L’uomo creativo osserva le cose vecchie con occhio nuovo. (Gian Piero Bona)

 

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Amore Puro

Rincorro
le tue tempestose parole,
cercando sorrisi.
Ricordo me bambina
giocosa e allegra.
A volte spaventosi mari,
ombre su me si chinavano.
Poi in cammino
verso spazi di affanni
incolmabili
alla ricerca
di Luce,
di Amore puro.

Giovanna Nigris

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L’anno nuovo di Gianni Rodari

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L’anno nuovo

Indovinami, indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?
Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo il lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno.

di Gianni Rodari

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Il Golfo dei Poeti

Animazione1

Lo chiamano
il Golfo dei Poeti,
i Poeti…
con gli occhi
volti all’infinito,
all’indefinito…
Ferman con due parole
attimi di tempo
emozioni, vita.
Un cielo azzurro,
un mare senza fine.
Fiori colorati,
nubi trasparenti.
Foglie leggere
e uniche al vento
d’ una giornata d’inverno.
Anche questo
guardano i poeti,
portandolo
nel cuore
e nei versi,
tentando
di redimere
un mondo di dolore!
Si chiedono il perché
i Poeti…
Non v’è risposta,
no e i Poeti
guardano un cielo
tinto d’azzurri e viola
d’ un Golfo
d’eterne bellezze
e scrivono
quel che porta
la brezza in una notte
di stelle.

Giovanna Nigris

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I malati invisibili

 (dedicata ai malati di Malattia Rara) 

Sono invisibile agli occhi del mondo,
traccio strade di sabbie mobili
e non trovo un braccio teso,
un sorriso naturale e caldo.
Pronto  a giudicare, ma non a capire
gira il mondo attorno,
mi valuta un peso.
La vita è anche mia,
i sorrisi e la gioia,
il sole caldo mi aspetta.
A volte lacrime calde bagnano il viso,
ma scorgo silenzi e risa,
sguardi freddi  e indifferenti.
Questa amara terra,
fatta di sabbie mobili
non ha bisogno di me.
Qualche timido amico mi viene incontro
e mi abbraccia. Lo amo per un sorriso.
Ormai così va il mondo per noi invisibili e rari!
Giovanna Nigris

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Il dono eccelso di Ada Negri

Il dono eccelso di Ada Negri

Il dono eccelso che di giorno in giorno 
e d’anno in anno da te attesi, o vita 
(e per esso, lo sai, mi fu dolcezza 
anche il pianto), non venne: ancor non venne. 
Ad ogni alba che spunta io dico: “È oggi”: 
ad ogni giorno che tramonta io dico: 
“Sarà domani”. Scorre intanto il fiume 
del mio sangue vermiglio alla sua foce: 
e forse il dono che puoi darmi, il solo 
che valga, o vita, è questo sangue: questo 
fluir segreto nelle vene, e battere 
dei polsi, e luce aver dagli occhi; e amarti 
unicamente perché sei la vita.

 

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Confucio


Leggete anche qui:   https://sisugio.wordpress.com/2012/11/19/520/

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09/01/2013 · 10:51

Briciole di Natale

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Rimangono briciole di fumo
di un tempo passato.
Occhi spalancati
magia e meraviglia,
gioia dell’infanzia e amore
da non scordare più.

Giovanna Nigris
dicembre 2012

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IL VALORE SOCIALE DELLA VERITA’

INTRODUZIONE
Scritto da Giacomo Montana

La prova documentale dei riscontri oggettivi di quanto patito, osservato e informato dalla signora Giovanna Nigris, in merito, come si vedrà, alla esaminata e contestata risposta formale della USSL di Tolmezzo, si può inconfutabilmente vederne il completo contenuto, in quanto è pubblicata subito dopo la stessa nota qui sottostante, inviata all’attenzione del signor Prefetto di Udine per lo stesso grave motivo in data 12-11-2012. A tutt’oggi la signora Nigris non ha ricevuto alcuna risposta e l’abbandono che la stessa signora disabile è stato posto in essere continua pacificamente.

–  Lettera al Prefetto di Udine del 12-11-2012

–  Lettera dei Sevizi Sociali del 27-02-2012

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Francamente ritengo grave il fatto di porre apertamente in essere l’abbandono di persone, laddove sono incapaci ad essere autosufficienti e ancor più grave è quando viene reso noto il fenomeno specifico, e contestualmente viene ancora per mesi pacificamente lasciato un soggetto “debole” vittima di abbandono.

Tale atto è riprovevole, sia perché viene continuamente consumato il delitto sotto gli occhi di qualcuno, sia perché le persone deputate a sovraintendere e intervenire, per un tempo più o meno lungo, fingono di fatto di non vedere o sapere.

Il Legislatore ha inteso porre rimedio al comportamento lesivo che in tale contesto produca l’abbandono, classificando tale azione col nome specifico di abbandono di persone minori o incapaci e facendo punire tale condotta ai sensi e per gli effetti dell’articolo 591 del codice penale.

Detto articolo sanziona la condotta dell’abbandono testualmente con lo spirito di base di comprendere: “Chiunque abbandona una persona minore degli anni quattordici, ovvero una persona incapace, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia, o per altra causa, di provvedere a sé stessa, e della quale abbia la custodia o debba averne cura”.
A questo punto mi domando cosa si può pensare in tale circostanza, se di fronte al fatto di individuare il bene giuridico oggetto della disciplina, posto nell’interesse alla tutela della vita e dell’integrità fisica dell’incapace, la condotta dell’abbandono viene tollerata ugualmente, proprio anche da coloro che percepiscono uno stipendio dallo Stato, proprio anche per proteggere le persone più deboli.

Questa è solo una semplice domanda alla quale ognuno, se vuole, è padrone di ragionarci sopra. Lasciando senza protezione l’incolumità di chi sia lasciato esposto a fattori di rischio, qualcuno deve pur intervenire in aiuto della persona debole che, come assistenza ,viene lasciata senza custodia e relativa cura e pertanto così abbandonata.

Nell’ambito di un vero progresso storico, personale-sociale, culturale, nulla deve essere lasciato indietro, se non si vuole nuotare in un mare di indifferenza, di finzione e di ipocrisia. Troppe volte si ode parlare attraverso i media di buone intenzioni di qualcuno di volere facilitare il corso del progresso, ma quando ci si trova di fronte a tante gravi realtà di violenza, emarginazione, discriminazione e abbandono di persone deboli, si vede tutto sotto una più vera luce: non si vedono lasciare le “vecchie strutture” le “vecchie abitudini” e le vecchie penose e crudeli realtà.

Capisci così che sono sempre troppi coloro che di fatto per un motivo o per l’altro, non intendono affatto migliorare la società e non intendono affatto dare un concreto contributo anche pagando di persona. Ciò succede quando molto passivamente non si pone l’uomo all’attenzione per quello che è ma per quello che possiede.

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Il mio posto e’ nei silenzi


Il mio posto e’ nei silenzi
del mare che inghiotte la luna
e ne sputa il pallore sul paese
invaso da piccole formiche
che credono essere tanti oracoli

sono un giullare senza storie
da raccontare e nessun sorriso
da strappare agli abitanti,
nessuno applauso da ricordare

ogni tanto sudicio l’anima,
ogni tanto lavo i peccati
con gli sguardi di chi e’ come me
e nessuna fede e’ appesa al collo

Io sono uno zingaro che ogni
tanto trova radici uguali
e confessore delle stelle
che non han cielo per splendere

io sono quel che vuoi che tu sia,
pagliaccio, peccatore, santo o stronzo
sarò quel che vorrai vedere
o vorrai sentire.

Io saro’ come uno di voi solo dopo la morte.

Pietro Mignanelli

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Illuminati nel fare

✫ FAI QUELLO CHE DEVI, AVVENGA CIO’ CHE PUO’. ✫
F. Burzio


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